L’evoluzione della meccatronica moderna ha segnato il passaggio definitivo del software da componente di supporto a vero e proprio “sistema nervoso” della produzione industriale. In un ecosistema dove meccanica, elettronica e informatica convergono in sistemi cyber-fisici (CPS)
sempre più complessi, il software rappresenta l’intelligenza centrale che orchestra ogni interazione fisica. In questo scenario, la validazione e il testing non possono più essere relegati a fasi marginali del ciclo di sviluppo; essi sono, al contrario, i garanti della robustezza e della resilienza dell’intero comparto produttivo.

Investire nel testing rigoroso non è solo una scelta metodologica, ma un imperativo. Un bug in software industriale si traduce spesso in conseguenze tangibili nel mondo fisico: dal danneggiamento di asset costosi all’interruzione improvvisa delle catene di approvvigionamento, fino a compromettere l’incolumità degli operatori. La storia è costellata di casi in cui una validazione insufficiente ha portato a esiti critici. Si pensi al celebre disastro del vettore Ariane 5 nel 1996, in cui un errore di conversione dei dati non testato causò la distruzione del lanciatore in meno di un minuto, o al tragico caso del Therac-25, in cui difetti di concorrenza nel codice portarono a sovradosaggi massicci di radiazioni. Più recentemente, i frequenti recall nel settore Automotive legati ai sistemi di assistenza alla guida (ADAS) dimostrano come l’assenza di una cultura del testing continuo possa generare costi reputazionali e finanziari insostenibili.

Gli incontri individuali con le aziende associate al Consorzio Intellimech hanno delineato un panorama chiaro: il desiderio di perfezionare i processi esistenti si unisce a una spiccata curiosità verso le tecnologie emergenti. L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale ha impresso una svolta decisiva, agendo su fronti complementari ma ben distinti. Sul piano del test di software, l’uso di Large Language Models (LLM) sta automatizzando la generazione di casi di test complessi, dai test unitari a quelli di sistema, riducendo drasticamente il carico di lavoro manuale e aumentando la copertura dei controlli attraverso “oracoli” intelligenti. Parallelamente, nel contesto industriale e di processo, strumenti come i Digital Twin (Gemelli Digitali) permettono di validare il software in ambienti simulati ad alta fedeltà, confrontando le performance con i modelli virtuali per identificare tempestivamente ogni anomalia prima dell’implementazione fisica.

L’evento del 26 marzo nasce proprio per tradurre queste riflessioni teoriche in vantaggi competitivi per le imprese. Il programma si aprirà con una presentazione di Runelab, che avrà l’opportunità di illustrare il proprio know-how ai soci del Consorzio, ponendo le basi per future sinergie. Il cuore tecnico dell’incontro sarà affidato ad Angelo Gargantini, Professore dell’Università degli Studi di Bergamo, che guiderà i partecipanti attraverso un’analisi dettagliata delle best practice e dei tool più avanzati per la validazione di software industriale.

L’orizzonte del pomeriggio si amplierà poi verso le nuove frontiere del digitale, grazie al contributo di Monica Mussap di XMETAREAL, che esplorerà le potenzialità del Metaverso Intellimech e l’innovativo ambito dell’addestramento tramite avatar. In conclusione, Elena Mossali Funded Project Manager di Intellimech – fornirà una panoramica strategica delle attività del Consorzio Intellimech nell’ambito dei Progetti Finanziati, offrendo alle aziende strumenti concreti per sostenere i propri investimenti nell’innovazione.

Con questa iniziativa, Intellimech ribadisce il proprio impegno a promuovere una cultura del testing che non sia soltanto un controllo di conformità, ma una vera e propria strategia di crescita resiliente.

Vi aspettiamo numerosi!

 

 

A cura di:

Tommaso Salgarelli, Ricercatore Intellimech

Davide Cesani, Ricercatore Intellimech