Oggi la competitività si gioca sulla capacità di prevenire l’errore prima ancora che si verifichi, un obiettivo ambizioso che trova la sua massima espressione nel paradigma dello Zero Defect Manufacturing (ZDM). Non si tratta semplicemente di automatizzare i controlli, ma di fondare una vera e propria Quality 4.0, intesa come un’alleanza simbiotica e orientata agli obiettivi tra persone, processi e tecnologie digitali.
Sul piano scientifico e applicativo, questa evoluzione si muove lungo due binari paralleli ma strettamente interconnessi. Da un lato troviamo l’approccio orientato al prodotto, che tiene sotto controllo l’integrità geometrica ed estetica del singolo pezzo tramite scansioni tridimensionali e metrologia in linea. Dall’altro lato si sviluppa l’approccio orientato al processo, che monitora costantemente i parametri vitali dei macchinari, come le forze di taglio, le temperature e le pressioni, intercettando sul nascere qualsiasi deriva anomala prima che si traduca in scarto fisico. Nei contesti reali, dove persino l’algoritmo più preciso deve fare i conti con l’inevitabilità di alcune derive fisiche dei materiali, entra in gioco la strategia di mitigazione. Questa non si limita a osservare il problema, ma interviene attivamente regolando in tempo reale i parametri di processo delle lavorazioni a valle per compensare e minimizzare l’impatto di un’anomalia sorta a monte.
Per tradurre questa complessa architettura concettuale in realtà operativa, la tecnologia mette a disposizione un arsenale di metodologie di ispezione non distruttiva. Tra i vari strumenti innovativi emergono i trasduttori EMAT, capaci di indurre onde ultrasonore direttamente nei metalli conduttivi sfruttando campi elettromagnetici, eliminando così la necessità di gel o liquidi accoppianti e rendendo i controlli puliti, rapidi e adatti ad alte temperature. A questi si affiancano la termografia a infrarossi, eccezionale per scansionare rapidamente grandi superfici e svelare delaminazioni interne, e i moderni sistemi di visione artificiale guidati dal deep learning, in grado di ispezionare i prodotti con elevati livelli di accuratezza e uniformità nell’ispezione.
Questo quadro d’avanguardia risponde in modo puntuale alle esigenze concrete emerse dalle interviste one-to-one condotte con le aziende del Consorzio. Le imprese del territorio manifestano in modo trasversale la necessità di abbandonare i controlli manuali frammentati per connettere la qualità direttamente ai sistemi digitali aziendali come MES ed ERP. Vi è una forte richiesta di sistemi di visione automatici in grado di confrontare il prodotto reale con i modelli CAD nativi per azzerare la fallibilità dell’occhio umano. Per le aziende, la sfida fondamentale è accelerare le verifiche riducendo i costi, strutturare cicli di miglioramento continuo e valutare con realismo il valore applicativo di tecnologie emergenti. Soprattutto, emerge il bisogno profondo di superare l’isolamento conoscitivo attraverso la condivisione di casi di successo e best practice industriali.
Il Pomeriggio del 24 settembre 2026 è stato concepito proprio per essere la risposta a queste precise necessità. L’incontro si aprirà alle 14:30 con i saluti istituzionali da parte di Gianluca D’Urso, Professore dell’Università degli Studi di Bergamo, che subito dopo presenterà le principali linee di ricerca dell’ateneo nel campo delle tecnologie manifatturiere. Dopodiché Fabio Floreani, CTO di Intellimech, guiderà l’avvio ufficiale della sessione tecnica, lasciando la parola a Martina Mazzei, Ricercatrice Area AI di Intellimech, per un’analisi approfondita dello stato dell’arte teorico dello ZDM e una rassegna dello scouting tecnologico sul mercato, con relativi casi studio industriali.
A seguire, Silverio Taglione, Process Competence Center Manager di ABB Electrification – Smart Power, presenterà applicazioni dell’intelligenza artificiale nei processi manifatturieri: dalla calibrazione termica predittiva alla manutenzione visiva e ai sistemi di controllo qualità basati su computer vision, fino alle prospettive legate alla robotica umanoide e agli sciami di droni per le attività di magazzino. Marco Cristoforetti, Head of Data Science for Industry and Physics Unit della Fondazione Bruno Kessler, approfondirà il passaggio dal rilevamento all’azione nello Zero Defect Manufacturing, illustrando strategie di previsione e prevenzione, casi applicativi nel settore del vetro cavo e il possibile ruolo dei sistemi agentici. La sessione proseguirà con Andrea Bassi, Senior Data Scientist di Miraitek, che presenterà un framework per il controllo predittivo della qualità e due applicazioni industriali, nei settori alimentare e del tabacco. Chiuderà la parte tecnica la rubrica strategica “Funding Radar” di Elena Mossali, Funded Project Manager di Intellimech, dedicata ai bandi attivi e alle opportunità di finanziamento disponibili per le aziende del Consorzio.
Il pomeriggio si concluderà con un’ora dedicata alla visita guidata dei laboratori universitari, seguita da una sessione finale di networking.
A cura di:
Tommaso Salgarelli – Ricercatore Intellimech
Davide Cesani – Area AI Intellimech