1 – Motivazione 

Ho deciso di aderire ad AIxLAB principalmente per tre ragioni, tra loro legate. La prima è la curiosità: volevamo smettere di parlare di intelligenza artificiale in astratto e cominciare a costruire qualcosa di reale, concreto, applicabile alla nostra realtà. La seconda è il contesto: il Kilometro Rosso è un ambiente stimolante, dove la contaminazione tra realtà diverse genera idee e accelera i processi. La terza è la sfida: crediamo che l’AI possa aiutarci a migliorare come azienda, e questo laboratorio ci sembrava il posto giusto per iniziare a capire come. 

2 – Ruolo dell’AI 

L’AI per noi rappresenta un’opportunità concreta di evolvere il modo in cui gestiamo i processi aziendali. Non la vediamo come una tecnologia da adottare per seguire una moda, ma come uno strumento che, se usato bene, può cambiare in modo significativo la qualità delle decisioni e l’efficienza operativa. È ancora presto per dire esattamente quale forma prenderà questo cambiamento, ma siamo convinti che nei prossimi anni diventerà parte integrante del nostro modo di lavorare.

3 – Applicazioni concrete

Le aree dove vediamo il maggior potenziale sono principalmente tre. Da un lato, l’ottimizzazione della gestione aziendale: processi interni, analisi dei dati, supporto alle decisioni. Dall’altro, la logistica, dove margini di miglioramento ci sono e l’AI può aiutare a trovarli. C’è poi un ambito più sfidante ma molto interessante: l’embodied AI applicata alla produzione, ovvero sistemi intelligenti capaci di interagire fisicamente con l’ambiente produttivo. È un territorio ancora da esplorare per noi, ma è quello che ci entusiasma di più sul lungo periodo.

4 – Problemi da risolvere 

La sfida principale è trasformare la curiosità in competenza applicata. Questa è la prima vera incursione della nostra azienda nel mondo dell’AI, quindi il punto di partenza è costruire una base solida: capire cosa è possibile fare, dove ha senso investire energie e dove invece le aspettative vanno ridimensionate. Il Lab ci sta aiutando a fare proprio questo — a muoverci con metodo invece che per intuizioni.

5 – Valore del laboratorio 

Molto importante. La formazione da sola rischia di restare teorica, mentre i progetti pilota costringono a fare i conti con la realtà: i dati che hai davvero, i vincoli operativi, le resistenze interne. È questa combinazione, imparare e allo stesso tempo applicare, che rende il percorso del Lab diverso da un corso tradizionale. Si impara facendo, e questo per noi ha un valore enorme.

6 – Persone e competenze 

Coinvolgere una persona dell’azienda in questo percorso significa investire su qualcuno che conosce già il contesto, i processi, le persone. Non è solo una questione di competenze tecniche da acquisire: è la capacità di tradurre quello che si impara nel Lab in qualcosa di utile per la propria realtà aziendale. Quella persona diventa un ponte tra il mondo dell’innovazione e il quotidiano dell’azienda, e questo ha un valore che va ben oltre il singolo progetto.

7 – Visione 

Tra 3-5 anni mi immagino un’azienda in cui l’AI non è più una sperimentazione ma una presenza discreta e funzionale in diversi processi: dalla gestione operativa alla logistica, fino, se le cose andranno nel verso giusto, a forme di automazione intelligente in produzione. Non si tratta di stravolgere tutto, ma di essere più capaci, più reattivi, più consapevoli dei dati che già oggi abbiamo e spesso non sfruttiamo appieno.

8 – Messaggio alle altre imprese 

Il consiglio che darei è di non aspettare di avere le idee completamente chiare prima di iniziare. Noi stessi siamo partiti con più domande che risposte, e proprio per questo il Lab è stato utile: ci ha dato un metodo e un ambiente in cui sbagliare costa poco e si impara molto. L’AI non è più qualcosa di lontano o riservato alle grandi aziende tech,  è uno strumento accessibile, e prima si comincia a capire come usarlo, meglio è.